Il “pass” della discordia
5 maggio 2021
L’argomento politico del momento è la questione portata in consiglio comunale da un consigliere di maggioranza con una interpellanza che aveva ad oggetto una macchina parcheggiata su di un marciapiede con all’interno il “pass” riservato agli amministratori. Sulla interpellanza non crediamo ci sia molto da dire: se la macchina era effettivamente in divieto di sosta la polizia locale ha tempo 90 giorni per notificare la multa al proprietario. E con questo si conclude la questione.
A rimanere aperto, invece, è un altro aspetto: il famigerato “pass”... Siamo sicuri che questo è uno strumento essenziale al lavoro dei consiglieri comunali di Cologno Monzese? Secondo noi di "Cologno Libera" no e abbiamo avuto modo di dimostrarlo in più di una occasione. Nel 2009, il nostro consigliere Antonio Velluto allora Sindaco di Cologno Monzese lo avevo abolito. Nel 2010 insieme agli altri due consiglieri comunali della lista civica “Cologno Libera” (Chiara Cariglia e Stefano Cacciapuoti) non lo hanno mai usato visto che sono stati gli unici consiglieri a non ritirarlo... E così anche nell’ottobre del 2020 Velluto si è rifiutato di ritirarlo.
Questa scelta non ha minimamente rallentato l'attività politica perché, deve essere spiegato bene, il “pass” non è un lasciapassare sempre valido ma deve essere usato dai consiglieri solo ed unicamente in relazione all’attività amministrativa svolta. Si può partecipare alle sedute delle commissioni e del consiglio comunale, così come ad eventi di natura amministrativa, anche senza certificando alla polizia locale - se proprio necessario - la propria presenza. Ogni altro uso ha il sapore del privilegio: noi di “Cologno Libera” ci siamo sempre battuti contro i privilegi e per una politica più trasparente.